﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Confinionline - Rassegna Stampa</title><link>http://www.confinionline.it/</link><description>This is the RSS document generating Confinionline Rassegna Stampa</description><language>it</language><lastBuildDate>mercoledì 10 marzo 2010</lastBuildDate><category>Rassegna Stampa</category><docs>http://www.confinionline.it/rss</docs><generator>Confinionline developers</generator><managingEditor>servizioutenti@confinionline.it</managingEditor><webMaster>servizioutenti@confinionline.it</webMaster><item><title>Nuovo rapporto Unicef-Harvard sui bambini nella riconciliazione post-bellica </title><link>http://www.confinionline.it/ShowRassegna.aspx?Prov=rss&amp;Prog=17390</link><description>Presentata la pubblicazione “Bambini e giustizia di transizione: verità, responsabilità e riconciliazione”, l’arcivescovo Desmond Tutu condanna le violenze contro i bambini

Lo sfruttamento sistematico e l'abuso dei bambini nei conflitti in tutto il mondo è continuato, senza sosta, nel corso degli ultimi 20 anni, ha detto oggi l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu.

Le gravi violazioni che persistono nei confronti delle bambine e dei ragazzi comprendono omicidi, stupri, aggressioni, schiavitù sessuale e arruolamento forzato.

Intervenendo in occasione del lancio della pubblicazione UNICEF-Università di Harvard intitolato “Children and Transitional Justice: Truth-telling, Accountability and Reconciliation" (Bambini e giustizia di transizione: verità, responsabilità e riconciliazione), il premio Nobel per la pace 1984 ha ricordato che "il ciclo apparentemente senza fine di violenze e conflitti che sta trasformando i bambini in strumenti di guerra deve essere fermato". 

Mentre è essenziale perseguire chi è responsabile di tali crimini, l'Arcivescovo ha ricordato che ogni passaggio dalla guerra alla pace deve dare ai bambini la possibilità di esprimersi e di partecipare alla costruzione di un futuro di pace duraturo. 

L’ambizione e l’obiettivo della giustizia di transizione sono quelli di consentire alle società che sono state lacerate da conflitti e violenze di recuperare e di responsabilizzare i singoli individui - vittime, testimoni e autori – a raccontare le proprie esperienze e a concordare insieme misure di giustizia per il futuro.

«La morte e la sofferenza dei bambini in situazioni di conflitto e di instabilità dimostra che il mondo non è riuscito a dare priorità ai diritti e al benessere dell’infanzia», ha detto Tutu. «I processi della giustizia di transizione sono un’opportunità per rimettere le cose a posto, il loro successo o fallimento dipende in larga misura su come i bambini ne vengono coinvolti.» 

Il rapporto analizza le esperienze pratiche al fine di determinare come l’insieme dei tribunali internazionali, delle commissioni per la verità e dei processi tradizionali possa essere applicato sia per migliorare la responsabilità nell'applicazione delle sanzioni e delle pene contro i criminali, sia per tutelare i diritti dei bambini coinvolti. 

La pubblicazione mostra anche che una commissione d'inchiesta può avere un impatto duraturo, quando, terminato il suo lavoro, la gente riesce a notare una differenza tangibile nella propria vita. 

Istruzione, formazione professionale e ricostruzione delle scuole sono tutti stati indicati dai bambini come mezzi per recuperare gli anni perduti. 

La pubblicazione - scritta da esperti di diritto internazionale e dei diritti umani- comprende un'analisi giuridica e casi di studio sul coinvolgimento dei bambini nelle commissioni per la verità di Sudafrica, Sierra Leone e Liberia; i tentativi di usare l’azione penale e i procedimenti giudiziari per il riconoscimento delle responsabilità per i crimini commessi dal LRA in Uganda; nonché una rassegna delle nuove tecniche, riguardanti l'analisi genetica per l’identificazione e il ricongiungimento familiare dei bambini scomparsi in Argentina e in El Salvador. 

“Bambini e giustizia di transizione: verità, responsabilità e riconciliazione” dimostra che è di fondamentale importanza coinvolgere ragazzi e ragazze nei processi di transizione post-bellica.</description><pubDate>mercoledì 10 marzo 2010</pubDate></item><item><title>Haiti: Save the Children apre le prime scuole temporanee</title><link>http://www.confinionline.it/ShowRassegna.aspx?Prov=rss&amp;Prog=17388</link><description>Sono tornati in classe i bambini della Scuola Cejecodema di Martissant, alla periferia di Port-Au-Prince ad Haiti. Save the Children, operativa nell’isola caraibica dalle ore successive al terremoto, ha infatti fornito tende dove sono state allestite delle aule, e ha provveduto ai materiali scolastici per centinaia di bambini che hanno così potuto riprendere a studiare e tornare ad un minimo di normalità. 

A Martissant, dove case ed edifici sono stati distrutti dal terremoto del 12 gennaio, le ampie tende installate da Save the Children consentono ai bambini sia di fare lezione sia di giocare e interagire con i propri coetanei in un ambiente protetto. Da quando le scuole temporanee hanno aperto – 3 giorni fa – i bambini frequentanti sono passati da una dozzina ai 132 attuali e si stima che arriveranno a 400 in pochi giorni. 

Save the Children ha deciso di concentrare le proprie attività nell’allestimento di classi temporanee quale intervento chiave per aiutare i minori più vulnerabili a riprendersi dal trauma del terremoto. L’organizzazione si è data come obiettivo l’attivazione e apertura di 300 scuole tra temporanee o già esistenti e ristrutturate. 
Si stima[1] che il 90% degli edifici scolastici nelle aree colpite siano stati danneggiati o distrutti; che oltre 400.000 bambini siano tuttora sfollati e che solo il 50% di studenti sia rientrato nelle scuole non danneggiate e di nuovo funzionanti dall’1 febbraio. 

"I bambini sono stati profondamente colpiti dagli eventi a cui hanno assistito. In centinaia di migliaia sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, il che ha contribuito ad accrescere la loro ansia e paura tenuto conto anche del fatto che le scosse continuano così come i crolli di abitazioni e scuole”, spiega Annie Foster, Responsabile del team di Emergenza di Save the Children ad Haiti. "Le classi temporanee allestite da Save the Children assicurano ai bambini attività strutturate in un ambiente sicuro e protetto, aiutandoli a riacquisire un senso di normalità, a reagire e a riconquistare la fiducia nel futuro”. 

Jimmy, 10 anni, di Martissant, è al suo primo giorno nella Scuola temporanea di Save the Children: “Mi piace studiare e ho voglia di imparare”, dice. “La mia scuola è stata abbattuta dal terremoto e non voglio tornarci perché mi spaventa avere qualcosa sulla testa. La scuola di Save the Children mi piace perché è fuori e mi fa sentire tranquillo”. 

In un paese in cui solo il 51% di minori frequentava la scuola, prima del sisma, e in cui mediamente un bambino riesce a completare solo il ciclo di scuola primaria, l’impatto del terremoto sul sistema scolastico è stato devastante. Al fine di garantire ai bambini di continuare ad avere accesso ad un’istruzione, Save the Children lavorerà sia con le scuole pubbliche che con quelle private e comunitarie. 

"E’ cruciale riavviare il sistema scolastico, specialmente all’indomani di un evento disastroso come il terremoto che ha colpito Haiti”, spiega ancora Anne Foster. "L’istruzione non è solo un diritto ma è anche uno strumento fondamentale per proteggere i bambini da malattie o addirittura dalla morte, fornendo loro informazioni e nozioni relative alla igiene e alla salute. Inoltre la scuola contribuisce al benessere psicologico del bambino, offrendogli uno spazio sicuro e protetto dove interagire positivamente con i propri coetanei”. 

Save the Children sta supportando minori e adulti ad Haiti da più di 1 mese. Nelle ore immediatamente successive al terremoto, l’organizzazione internazionale ha distribuito aiuti di prima necessità come utensili da cucina, sapone, teli di plastica, acqua potabile, medicine e forniture mediche, per un totale di 500.000 persone raggiunte. Oltre 500 gli operatori di Save the Children al momento attivi sull’isola. 

Nell’arco dei prossimi 24 mesi - attraverso un primo intervento di emergenza e un secondo di post emergenza - Save the Children si è data i seguenti obiettivi nell’ambito dell’istruzione: 

• garantire a 160.000 bambini attività scolastiche all’interno di ambienti e strutture protette e sicure; 
• accrescere la capacità degli insegnanti di fornire un’istruzione di qualità; 
• assicurare ai bambini più piccoli l’accesso a servizi per lo sviluppo della prima infanzia; 
• garantire a 10.000 minori che non sono potuti andare a scuola, corsi scolastici accelerati; 
• rafforzare la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione contribuendo ad accrescere la sua capacità di provvedere ad un’educazione di livello per i minori direttamente o indirettamente colpiti dal terremoto. 

nota 1: Fonte: Ministero dell'Istruzione di Haiti

Sono disponibili foto delle attività di Save the Children e case-studies dei bambini seguiti e aiutati. 

Per ulteriori informazioni: 
Ufficio Stampa Save the Children Italia 
Tel: 06.48070023-71 
press@savethechildren.it</description><pubDate>mercoledì 10 marzo 2010</pubDate></item><item><title>Current tv, Legambiente e Feltrinelli: il documentario Premio Oscar® 2010</title><link>http://www.confinionline.it/ShowRassegna.aspx?Prov=rss&amp;Prog=17373</link><description>“Siamo orgogliosi di annunciare per Settembre la messa in onda su Current di The Cove, il controverso film che ha conquistato l’Oscar come migliore documentario 2010”. Lo afferma Tommaso Tessarolo, general manager italiano del network fondato da Al Gore.

Coerenti con la forte identità ecologista tracciata lungo le linee-guida del film-documentario dell'ex vicepresidente americano Una Scomoda verità (premio Oscar 2007) e del più recente libro La Scelta, già due settimane fa il team italiano di Current ha acquisito The Cove, individuando sin da subito l’altissimo livello qualitativo d’inchiesta firmato dal regista Louie Psihoyos.

“L’Oscar – conclude Tessarolo – è il giusto riconoscimento per il coraggioso lavoro svolto con The Cove, spiazzante denuncia di un grave crimine all’ecosistema finora taciuto e che solo adesso solleverà un dibattito internazionale”.

Sempre in prima linea sull’attualissima emergenza ambientale, Current con The Cove (patrocinato da Legambiente e i cui diritti per l’Italia sono di Feltrinelli) arricchisce la sua programmazione ‘green’, che solo la settimana scorsa ha inaugurato il nuovo format del mercoledì in prima serata GreenSaver supported by Ricola in programma questo weekend con una proiezione speciale al Festival Fa’ La Cosa Giusta! 2010 fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili (di cui Legambiente è partner) presso Fieramilanocity, dal 12 al 14 marzo.</description><pubDate>mercoledì 10 marzo 2010</pubDate></item><item><title>Haiti, CR: "Entro il primo maggio tutti riceveranno un rifugio d'emergenza</title><link>http://www.confinionline.it/ShowRassegna.aspx?Prov=rss&amp;Prog=17371</link><description>A meno di due mesi dal terremoto che ha devastato la parte meridionale di Haiti e lasciato senza casa circa un milione e trecentomila persone, oltre la metà di loro (650.000 haitiani) è stata raggiunta dalle agenzie umanitarie preposte alla distribuzione di materiali e costruzione di rifugi di emergenza (gruppo di lavoro shelter). 
Decine di migliaia di teli di plastica, tende, funi, montanti di legno e kit continuano a riversarsi ad Haiti, prima che arrivi la stagione delle piogge, che registrerà il suo picco in maggio. 

"Questa è una pietra miliare", afferma Gregg McDonald, della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, a capo del team di specialisti che ad Haiti coordina le agenzie umanitarie, che si occupano di shelter. Lo scorso mese, infatti, la Federazione Internazionale ha assunto il ruolo di coordinatore di questo gruppo di lavoro. 

"L'aver raggiunto così tante persone in così poco tempo, specialmente nelle condizioni con cui ci siamo scontrati, rappresenta un traguardo da non sottovalutare. Ma, al di là di questo successo, di certo non abbiamo perso di vista il fatto che altre migliaia di persone devono ancora essere raggiunte. Le necessità rimangono incalcolabili. Stiamo lavorando al massimo per continuare a far arrivare nel minor tempo possibile assistenza a coloro che ne hanno bisogno". 
aggiunge McDonald. 

Nel periodo immediatamente successivo al terremoto, l'arrivo del materiale umanitario ad Haiti è stato ostacolato dalle infrastrutture gravemente danneggiate, che hanno causato la chiusura del porto, l'intasamento dell'aeroporto e il blocco delle vie di comunicazione. Una grande quantità di aiuti è stata trasportata con i camion a Port au Prince, dopo essere arrivata via aerea nella vicina Repubblica Domenicana. 

"Non c'è dubbio che vi siano stati ostacoli enormi, che hanno bloccato le consegne a operazione iniziata - ha affermato Gareth Price-Jones di Concern, un'agenzia del gruppo lavoro shelter - Ma li abbiamo superati uno ad uno e, mentre le condizioni sono ancora molto lontane dal livello ideale, è vitale continuare a lavorare insieme per dare un rifugio a chi ancora non ce l'ha e il più presto possibile". 

Le agenzie, che lavorano all'interno del gruppo hanno aiutato una media di 80.000 persone la settimana, dallo scorso 12 gennaio. 
Si spera che due terzi degli sfollati possano ricevere il kit shelter entro il primo Aprile, data che le agenzie considerano convenzionalmente come l'inizio della stagione delle piogge, e entro il primo maggio tutti abbiano un posto per ripararsi. 

"Il governo haitiano e la comunità umanitaria - ha aggiunto McDonald - intensificheranno gli sforzi per identificare le case sicure in cui è possibile fare rientro e offrire supporto alle persone che al momento vivono insieme ad amici e parenti".</description><pubDate>mercoledì 10 marzo 2010</pubDate></item><item><title>Avvocato del minore: i bambini abbandonati sempre più soli</title><link>http://www.confinionline.it/ShowRassegna.aspx?Prov=rss&amp;Prog=17369</link><description>L’avvocato del minore è una figura che dovrebbe essere capace di ascoltare e farsi interprete della storia del minore e dei suoi bisogni; così viene definito nella principali Convenzioni internazionali di tutela dei diritti dei minori. Dovrebbe svolgere la propria attività nell’esclusivo interesse del minore e senza alcun conflitto di interessi con altre parti del giudizio.

La legge italiana però non si è ancora conformata a queste prescrizioni e i bambini sono lasciati soli e in balia di una prassi giudiziaria confusa e variegata. Le norme procedurali della legge n. 149/2001 – entrate in vigore il 1° luglio 2007 in seguito a una serie di proroghe – non sono mai entrate in funzione. Nemmeno l’articolo 8 che ha introdotto la figura dell’avvocato del minore nei procedimenti volti ad accertare l’adottabilità, stabilendo che “Il procedimento di adottabilità dei minori deve svolgersi fin dall’inizio con l’assistenza legale del minore e dei genitori o degli altri parenti…”.

E’ quanto confermato da una recente indagine pubblicata dall’Unione Nazionale Camere Minorili (UNCM) che “fotografa” la prassi dei Tribunali per i Minorenni italiani rispetto all’applicazione delle norme sulla nomina dell’avvocato del minore. Lo studio dimostra che la materia necessita di un’urgente regolamentazione.

Solo il Tribunale di Ancona nomina un avvocato del minore, mentre nei Tribunali di Caltanissetta, L’Aquila, Salerno e Trieste l’avvocato viene nominato contestualmente ad una delle altre due figure previste dall’ordinamento (tutore o curatore). Nel Tribunale di Caltanissetta vengono nominati un tutore e un avvocato; nei tribunali di L’Aquila, Salerno, Trieste vengono nominati contestualmente un curatore e un avvocato, talvolta confluenti in un’unica figura. Le risposte dei Tribunali mostrano assoluta confusione e grande divergenza non solo nell’applicazione della legge vigente, ma perfino dell’interpretazione della stessa.

L’urgenza di un intervento normativo è confermata dalla recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 3804/10 del 17.2.2010) che, nell’interpretare la legge n. 149/2001 in materia di avvocato del minore, afferma che la genericità dell’art. 8 e il mancato riferimento al minore nelle altre norme procedurali vanno interpretati nel senso che “l’assistenza legale del minore”, in assenza di specifica regolamentazione, debba essere attuata applicando le regole generali già esistenti nell’ordinamento giuridico. Pare quindi sia sufficiente e legittima la rappresentanza legale del tutore che nomina un difensore del minore e, per il caso di conflitto di interessi, la nomina di un curatore speciale.

In sostanza, secondo la Cassazione, la nomina dell’avvocato del minore non sarebbe obbligatoria.

Pur riconoscendo che la figura dell’avvocato del minore rispecchia la normativa internazionale, la Cassazione ha osservato che le Convenzioni contengono una mera “raccomandazione” rivolta agli Stati rispetto alla possibilità di prevedere norme procedurali che conducano alla nomina di un avvocato del minore distinto dalle altre parti processuali.</description><pubDate>mercoledì 10 marzo 2010</pubDate></item></channel></rss>