﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Confinionline - Rassegna Stampa</title><link>http://www.confinionline.it/</link><description>This is the RSS document generating Confinionline Rassegna Stampa</description><language>it</language><lastBuildDate>lunedì 15 marzo 2010</lastBuildDate><category>Rassegna Stampa</category><docs>http://www.confinionline.it/rss</docs><generator>Confinionline developers</generator><managingEditor>servizioutenti@confinionline.it</managingEditor><webMaster>servizioutenti@confinionline.it</webMaster><item><title>“Officina Medio Oriente", il Trentino incontra la Terra Santa</title><link>http://www.confinionline.it/ShowRassegna.aspx?Prov=rss&amp;Prog=17454</link><description>Si chiama Officina Medio Oriente l'iniziativa dell'assessorato alla Solidarietà internazionale della Provincia autonoma di Trento che si svolgerà dal 16 al 21 marzo prossimo in Trentino. Cinque giorni di incontri, approfondimenti, testimonianze, ma anche di musica, teatro, cinema, libri. Questo per capire una terra da molti considerata il crocevia dell'umanità, dove si sono sviluppate le tre grandi religioni monoteiste del Mediterraneo: ebraica, cristiana e musulmana. Un tentativo di dar voce e valore alle differenti identità e offrire il giusto spazio - a fronte di uno scenario spesso di paura, rabbia, vendetta - a quanti - e sono molti - dimostrano ogni giorno che la convivenza è possibile, che la differenza è una risorsa e non un ostacolo, che la via del dialogo è l’unica percorribile se si vuole davvero arrivare a una convivenza migliore per tutti. 
I ragazzi della cineteca di Gerusalemme, protagonisti del progetto “I am You are” (dove adolescenti arabi ed ebrei, rileggono attraverso il cinema la propria situazione e le differenti narrazioni della medesima realtà) incontreranno i loro coetanei delle scuole trentine. Uno Sceicco sufi dialogherà con un Rabbino e una Monaca cristiana del Monastero interreligioso di Mar Musa, in Siria. Rappresentanti dell’Università di Al Quds dialogheranno poi con colleghi dell’Università di Gerusalemme sulle concrete prospettive di pace tra Israele e Palestina.
Cinque donne, appartenenti ad altrettante religioni (ebrea, musulmana, drusa, cristiana, beduina) dialogheranno sul ruolo della religione nella soluzione dei conflitti. E poi spettacoli teatrali e musicali, anch’essi imperniati su situazioni di dialogo, confronto e collaborazione tra le differenti comunità.
Per tutta la durata della manifestazione, nel Palazzo della Regione sarà esposto un grande abito tradizionale palestinese e si potranno conoscere i progetti trentini in Terra Santa. Un evento significativo vi sarà a mezzogiorno di domenica, con la posa di un ulivo proveniente da Gerusalemme. Un semplice gesto simbolico che rappresenta lo spirito dell’iniziativa. Anche in una situazione difficile come quella mediorientale, donne e uomini di buona volontà dimostrano quotidianamente che un futuro di pace è possibile. Anche il Trentino vuole dare il suo contributo a questo cammino.
Tra le diverse iniziative programmate nell'ambito di “Officina Medio Oriente”, figurano due appuntamenti musicali di particolare spessore artistico organizzati dal Centro informativo per l'immigrazione della Provincia autonoma di Trento. 

Martedì 16 marzo, all'Auditorium Santa Chiara di Trento, alle ore 20.30, in occasione dell'apertura dell’Officina con l'assessore provinciale alla Solidarietà internazionale Lia Giovanazzi Beltrami, vi sarà il Concerto di Omar Faruk Tekbilek &amp;amp; his Ensamble (artista turco, uno dei maggiori esponenti della musica medio orientale) con la partecipazione straordinaria del chitarrista italo-americano Anthony Mazzella. Aprirà la serata il gruppo trentino Anansi &amp;amp; the Buffalo Soldiers. 

sabato 20 marzo, all'Auditorium Santa Chiara di Trento, alle ore 21.00, concerto di “The Idan Raichel Project”, artista israeliano ideatore di un progetto musicale di comprensione e collaborazione multiculturale.
Per Idan Raichel si tratta di un ritorno a Trento dopo il successo del concerto del primo giugno scorso in Piazza Dante nell'ambito dell'iniziativa “Note comuni, identità diverse” organizzata dal Cinformi. 

Entrambi i concerti sono a ingresso gratuito.
Distribuzione biglietti a partire dal 10 marzo presso l'Auditorium Santa Chiara di Trento. </description><pubDate>lunedì 15 marzo 2010</pubDate></item><item><title>Leo Messi nuovo ambasciatore Unicef</title><link>http://www.confinionline.it/ShowRassegna.aspx?Prov=rss&amp;Prog=17449</link><description>L'UNICEF ha nominato Lionel (Leo) Messi, stella del calcio del Barcellona F.C. e dell'Argentina, come nuovo suo nuovo Goodwill Ambassador internazionale. 

«È un piacere dare il benvenuto a Leo Messi come Goodwill Ambassador» ha dichiarato Ann Veneman, direttore generale dell'UNICEF. «Leo è una superstar del calcio, che può contribuire a  richiamare l’attenzione sui bambini più vulnerabili e invisibili.»

Messi è arrivato in poco tempo ai vertici del calcio mondiale. È stato premiato dalla FIFA come miglior giocatore del mondo nel 2009, anno in cui ha anche vinto il Pallone d’Oro come miglior calciatore europeo dell'anno. 

«Il calcio mi ha dato tanta gioia e tante opportunità; sono grato all’UNICEF per avermi dato  questa occasione per aiutare i bambini» ha detto Messi. «Spero che nel mio ruolo di Goodwill Ambassador dell'UNICEF, sarò in grado di sostenere i bambini che hanno bisogno del nostro aiuto».

Nel 2006, il Barcellona F.C. e la Fondazione Barcellona hanno firmato un accordo globale con l'UNICEF. Da allora, il club ha indossato il logo dell'UNICEF sulla sua maglia ufficiale, trasmettendo un messaggio sui diritti e sui bisogni dei bambini come simbolo dei valori del club e della solidarietà verso l’infanzia. 

Da allora il Barcellona, attraverso la sua Fondazione, ha donato negli ultimi tre anni un totale di 5 milioni di dollari e si è impegnato per altri 3 milioni di dollari nell'arco dei prossimi due anni. Parte della donazione del 2010 sarà devoluta ai bambini colpiti dal terremoto di Haiti. 

«È un grande onore per il Barcellona che uno dei nostri giocatori - che incarna i nostri  valori come club e che ha giocato con la nostra squadra giovanile da quando aveva 13 anni - diventi Goodwill Ambassador dell’UNICEF», ha affermato Joan Laporta, Presidente del Barcellona F.C. «Siamo molto orgogliosi di lui come giocatore e come persona e ammiriamo la sua sensibilità verso la condizione dell’infanzia.» 

Per più di mezzo secolo, i Goodwill Ambassadors dell'UNICEF hanno contribuito a migliorare la vita dei bambini e delle donne in tutto il mondo, sensibilizzando l’opinione pubblica sui problemi dell’infanzia e contribuendo a mobilitare le risorse. 

Messi si aggiunge ad un elenco di straordinari portavoce dell'UNICEF, come il  Difensore emerito dell’infanzia Sua Altezza Reale la Regina Rania di Giordania e Ambasciatori come: Mia Farrow, Shakira, Sir Roger Moore, Orlando Bloom, Danny Glover e tanti altri. 

Messi inizierà la sua attività di ambasciatore con un viaggio programmato nella sua Argentina, sede della Fondazione Leo Messi, che aiuta i bambini vulnerabili ad accedere all'istruzione e all'assistenza sanitaria.</description><pubDate>lunedì 15 marzo 2010</pubDate></item><item><title>Dimezzate le domande di asilo in Italia nel 2009</title><link>http://www.confinionline.it/ShowRassegna.aspx?Prov=rss&amp;Prog=17441</link><description>I dati sulle domande di asilo presentate in Italia nel 2009, resi noti dal Ministero dell’Interno, evidenziano un drastico calo rispetto all’anno precedente. Dalle 30.492 domande presentate nel 2008 si è passati infatti a 17.603 richieste di protezione internazionale presentate nel 2009. Mentre a livello europeo si nota una sostanziale stabilità nel numero delle domande, in alcuni paesi europei come Francia (circa 42mila domande)  e Germania (circa 27mila) le domande di asilo sono aumentate rispettivamente del 20 e del 25% in rapporto all’anno precedente.

In Italia tale diminuzione può essere anche attribuita alle politiche restrittive attuate nel Canale di Sicilia da Italia e Libia, fra cui la prassi dei respingimenti in mare. Va rilevato come una gran parte di coloro che hanno raggiunto le coste italiane fino al mese di maggio 2009 aveva fatto domanda di asilo. L’anno precedente il 75% di coloro arrivati via mare aveva chiesto protezione alle autorità italiane ottenendola nel 50% dei casi circa. 

“Il netto calo delle domande di asilo in Italia dimostra come i respingimenti anziché contrastare l’immigrazione irregolare abbiano gravemente inciso sulla fruibilità del diritto di asilo in Italia.” ha dichiarato Laurens Jolles, Rappresentante dell’UNHCR per l’Europa merdionale.

Dal maggio 2009 gli sbarchi sono calati del 90% rispetto all’anno precedente mentre la violenza e l’instabilità nei paesi di origine dei richiedenti asilo continuano a mettere in fuga sempre più persone per cercare protezione in paesi sicuri. In Somalia più di 250mila civili sono stati costretti a lasciare Mogadiscio dal maggio 2009, quando i gruppi armati di opposizione hanno sferrato i primi attacchi mirati a spodestare il governo di transizione appena insediatosi. In Eritrea la leva obbligatoria a tempo indeterminato per uomini e donne, insieme ad un deterioramento del rispetto dei diritti umani, continua ad alimentare la fuga di molti dei suoi cittadini. 

Somalia ed Eritrea sono i principali paesi di provenienza dei richiedenti asilo ai quali le autorità italiane hanno concesso nel 2009 l’asilo o la protezione sussidiaria (2.500 somali, 1.325 eritrei).</description><pubDate>lunedì 15 marzo 2010</pubDate></item><item><title>Save the Children: permanenza in Italia di genitori irregolari va valutata caso per caso</title><link>http://www.confinionline.it/ShowRassegna.aspx?Prov=rss&amp;Prog=17436</link><description>Save the Children, non conoscendo ancora le motivazioni e gli elementi di valutazione della sentenza dei Giudici della Suprema Corte di Cassazione, sottolinea come tali decisioni dovrebbero essere adottate sulla base di valutazioni relative al singolo caso. 

L’organizzazione evidenzia come il dettato normativo del testo unico in materia d’immigrazione non metta in discussione la tutela dei diritti dei minori, che è un interesse costituzionalmente garantito e non bilanciabile con esigenze di controllo dei flussi migratori. 

L’articolo 31, comma 3, del testo unico, che è alla base della decisione della Cassazione, si limita a prevedere la deroga delle disposizioni in materia di espulsione del genitore quando ci siano gravi motivi connessi allo sviluppo psicofisico del minore stesso, tenuto conto anche delle sue condizioni di salute. In questi anni la Cassazione ha fornito orientamenti diversi rispetto alla necessità che una eventuale espulsione del genitore impatti direttamente sulla condizione di salute del figlio , valutando in alcuni casi il danno causato anche su altri aspetti della vita del minore, come ad esempio la frequenza scolastica. 

“È importante che i giudici che sono chiamati a decidere su queste questioni”, commenta Valerio Neri, direttore Generale di Save the Children Italia, “siano attenti al benessere del minore considerato nella sua totalità, quale stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società”. (1)

Note
1) Commissione Salute dell'Osservatorio europeo su sistemi e politiche per la salute</description><pubDate>lunedì 15 marzo 2010</pubDate></item><item><title>Haiti: convegno Comunità di Sant'Egidio haitiane, a due mesi dal terremoto</title><link>http://www.confinionline.it/ShowRassegna.aspx?Prov=rss&amp;Prog=17435</link><description>Sono passati due mesi dal 12 gennaio 2010, il giorno in cui un fortissimo terremoto ha sconvolto Haiti. Il Paese, già poverissimo, è distrutto e le vittime si contano a centinaia di migliaia.

Per la Comunità di Sant'Egidio questi due mesi  sono stati un tempo di rinnovato impegno nella vicinanza, la solidarietà, il sostegno.

Le immagini che pubblichiamo mostrano il primo convegno delle Comunità di Sant'Egidio haitiane dopo il terremoto, a cui hanno partecipato una delegazione dall'Italia, guidata dal presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, e altre delegazioni dal Salvador e da Cuba.
 
L'incontro e la liturgia celebrata insieme costituiscono una sorgente di forza per proseguire nella lotta contro il terribile male che si è abbattuto sul Paese.

In questi mesi infatti l'impegno delle Comunità haitiane per aiutare le vittime del terremoto è stato particolarmente intenso  e sostenuto con affetto dalle Comunità di ogni parte del mondo.

Alla liturgia hanno partecipato anche alcuni anziani le cui case sono state distrutte dal terremoto.</description><pubDate>lunedì 15 marzo 2010</pubDate></item></channel></rss>