• L'ACTA impedisce in India la rivoluzione dei farmaci Low-cost

    venerdì 11 maggio 2012 Una sentenza dell'Ufficio dei Brevetti indiano ha recentemente sancito la priorità del diritto alla salute su quello dei brevetti. Ma i suoi effetti sono messi a rischio da diversi accordi commerciali internazionali attualmente in fase di negoziato. Tra questi vi è l'Acta (Accordo Anti-Contraffazione), che l'Europarlamento dovrà votare i primi di luglio.

     

    di Ludovica Jona

     

    "Non si tratta di un bene di lusso ma di un medicinale salva-vita": Con questa motivazione il 12 marzo l'Ufficio brevetti indiano ha autorizzato la produzione locale di un farmaco attualmente coperto da un brevetto della multinazionale tedesca Bayer. Il Nexavar, usato per combattere il tumore al fegato, sarà venduto dall'indiana Natco Pharma all'equivalente in rupie di 134 euro per la dose di un mese, circa il 3% del prezzo del farmaco originario (4.200 euro per la stessa quantità di medicinale), assicurando il diritto di cura alla quasi totalità cittadini indiani che altrimenti non avrebbero potuto permetterselo.


    "La sentenza dell'Ufficio dei brevetti indiano non fa che ribadire i termini di un accordo multilaterale negoziato nel 1995, ma che ancora si fatica a mettere in pratica", afferma Nicoletta Dentico, co-direttore del think thank con sede a Ginevra Health Innovation in Practice e consulente per il diritto alla salute della campagna Sblocchiamoli: Cibo, salute e saperi senza brevetti. Con questa sentenza l'India utilizzerà per la prima volta la clausola delle "licenze obbligatorie" prevista dall'accordo dell'Organizzazione Mondiale del Commercio che regola i diritti di proprietà intellettuale (Trips - Trade Related Intellectual Property Rights). La norma afferma che i Paesi che si trovano ad affrontare emergenze sanitarie, possano chiedere l'obbligatoria concessione di licenze alle società titolari di brevetti farmaceutici. Ad oggi però, le "licenze obbligatorie" sono state utilizzate da pochi Paesi, soprattutto Brasile e Thailandia, e con difficoltà dovute all'estrema farraginosità delle procedure e a pressioni esterne: "La Thailandia aveva emesso licenze obbligatorie per farmaci contro l'Hiv Aids nel 2006 e 2007 e per risposta l'Unione Europea e gli Stati Uniti gli hanno inviato forti messaggi perchè le ritirasse", ha detto Rohit Malpani, consulente per l'accesso ai farmaci di Oxfam America.


    Per questo la decisione dell'India di chiedere una licenza obbligatoria per il Nexavar è rivoluzionaria. Contro la diffusione di farmaci generici indiani le multinazionali del farmaco si stanno mobilitando da tempo, promuovendo accordi internazionali - detti Trips Plus - che rafforzano la legislazione internazionale a tutela dei brevetti, sostituendo le norme del Trips che prevedono tutele per il diritto alla salute. Tra i Trips Plus, c'è l'Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) - criticato per le modalità poco trasparenti con cui è stato negoziato - che sarà sottoposto alla ratifica del Parlamento europeo i primi di luglio.

    Secondo l'Acta, il titolare del brevetto potrebbe bloccare il farmaco nel suo transito anche se per il paese di origine e quello di destinazione il farmaco è  lecito grazie all'emissione di una licenza obbligatoria per ragioni di salute pubblica: per esempio se nel trasferimento tra l'India e il Brasile il farmaco generico passa per l'Europa, sotto il regime di Acta la nave potrebbe essere bloccata, ed il farmaco sequestrato e distrutto.


    Fonte: VpS

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