• Dalle imprese alle istituzioni: arriva la Carta della Responsabilità

    mercoledì 31 ottobre 2012 Un'economia più sana con incentivi fiscali e maggiori riconoscimenti per la CSR.

    Roma, 31 ottobre 2012. L'impegno nel sociale delle aziende, le iniziative a favore dei dipendenti, l'attenzione all'ambiente e al risparmio delle risorse, il sostegno all'arte e alla cultura in Italia vogliono crescere ancora, ma per poterlo fare le imprese chiedono alle istituzioni maggiori riconoscimenti, incentivi fiscali e una maggiore collaborazione.

    E' quanto è stato rimarcato alla presentazione della "Carta della Responsabilità Sociale d'Impresa", promossa dall'Osservatorio Socialis di Errepi Comunicazione ed illustrata ai parlamentari di tutti gli schieramenti politici nel corso di un incontro organizzato alla Sala delle Colonne della Camera dei Deputati a Roma.

    La "Carta della Responsabilità Sociale d'Impresa" è il frutto delle indicazioni di un campione rappresentativo delle aziende italiane impegnate nel sociale e sintetizza in nove punti quello che le aziende considerano fondamentale per l'affermazione della responsabilità sociale d'impresa in Italia, chiedendo alle istituzioni: un sistema di incentivi fiscali ben definito, una chiara condivisione dei sistemi di rendicontazione, l'attuazione di politiche di partecipazione, un definitivo sostegno culturale, con l'obiettivo di costruire insieme un'economia più sana.

    "Secondo l'ultimo Rapporto elaborato con SWG, 7 aziende su 10 con più di 100 dipendenti in Italia si impegnano con investimenti mirati nel sociale, superando la cifra globale di un miliardo di euro l'anno - ha spiegato Roberto Orsi, Direttore dell'Osservatorio Socialis e Presidente di Errepi Comunicazione -. Sono contributi che derivano da un'adesione sempre più convinta a principi di  comportamento socialmente responsabile, e da una nuova visione dell'economia. Adesso è necessario che nel nostro Paese cresca una maggiore attenzione al fenomeno anche da parte delle istituzioni: servono norme, programmi di sensibilizzazione, standard minimi e  riconoscimenti".

    "Nello scenario nel quale ci troviamo - ha aggiunto l'onorevole Jean Leonard Touadi della Commissione Affari Esteri e Comunitari - caratterizzato dalla caduta di paradigmi e dalla ricerca continua di un nuovo modo di produrre ricchezza materiale, simbolica e culturale e consapevoli del valore aggiunto della CSR non possiamo guardare allo Stato solo come bancomat ambulante ma come catalizzatore di opportunità".

    D'altra parte, secondo gli studi più recenti, i vantaggi che un Paese può ricavare da una maggiore regolamentazione della CSR (corporate social responsibility) sono rilevanti,  in termini di coscienza civile, di lotta all'evasione e alla corruzione, di difesa dei diritti umani e soprattutto di mercato. Per fare un esempio, si stima che nei Paesi dell'Unione Europea gli acquisti pubblici contribuiscano al 16% del PIL: ciò vuol dire che spingere questi acquisti verso un contesto di responsabilità sociale, attraverso clausole sociali e ambientali nei contratti, può comportare una serie di benefici concreti e significativi per l'ambiente, il mondo del lavoro e della cooperazione, favorendo così in modo diretto lo sviluppo sostenibile, cosa che in paesi come Gran Bretagna, Francia, Germania o Belgio avviene sistematicamente.

    "Le aziende che riescono a promuovere iniziative di CSR, come il volontariato all'interno delle associazioni - ha affermato Rossano Bartoli Segretario Generale della Lega del Filo d'Oro -  sicuramente ne traggono un grosso beneficio poiché riportano nel proprio mondo lavorativo un'attenzione particolare all'altro e un sentirsi vicino a chi ha problemi, alle loro famiglie e agli operatori".

    La "Carta della Responsabilità Sociale d'Impresa" verrà inviata alle direzioni dei ministeri e presentata entro la fine dell'anno anche in Senato. Fin da ora è disponibile on line all'indirizzo http://www.osservatoriosocialis.it/progetti/carta-della-csr.htm.

    L'Osservatorio Socialis lavora con una rete di ricercatori, studiosi e analisti, con l'obiettivo di far crescere la cultura della responsabilità sociale delle imprese, il rapporto tra profit e non profit, la capacità di misurazione delle attività e la consuetudine alla comunicazione, in particolare con i dipendenti e le istituzioni. Tra le iniziative più recenti la partnership con Covision, il laboratorio per l'impresa sostenibile e responsabile della facoltà di Economia dell'Università di Tor Vergata, la messa in rete della "wikipedia" della CSR, l'organizzazione del Premio Socialis per le migliori tesi di laurea (scadenza del bando il 15 novembre 2012). Per il 2013 sono in programma la mostra fotografica "Le aziende per l'Italia" a Cortona, il tour itinerante negli atenei intitolato "Conoscere il Sociale", le lezioni di "buona economia" per le scuole elementari.


    Fonte: Errepi Comunicazione

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