Abbiamo intervistato Angelo Cardinale (A. C.), Presidente emerito dell'associazione VAPC - Volontari Abruzzesi per la Protezione Civile de L'Aquila, di cui è inoltre addetto alla tesoreria e incaricato dello sviluppo dei progetti. Gli abbiamo chiesto di parlarci del lavoro associativo e di raccontarci il progetto intitolato "In mezzo a una strada" che, in qualità di responsabile organizzativo, ha voluto condividere con noi attraverso la piattaforma "La bottega del Sociale", attraverso cui ConfiniOnline si propone di raccogliere e promuovere le buone pratiche messe in atto sul territorio nazionale dagli enti della società civile.

Di che cosa si occupa e come si svolge il lavoro di VAPC - Volontari Abruzzesi per la Protezione Civile de L'Aquila?

A. C. L'associazione VAPC - Volontari Abruzzesi per la Protezione Civile de L'Aquila è un'organizzazione di volontariato di protezione civile nata a L’Aquila nel 1996 che opera nei settori dell’anti incendio boschivo (AIB), nel settore ambientale, nella viabilità, nelle telecomunicazioni e nel supporto logistico svolgendo attività operative di prevenzione e supporto all’emergenza e di sensibilizzazione sul territorio. Organizza e promuove inoltre attività formative rivolte ai propri volontari ed ai cittadini delle comunità in cui opera, attraverso corsi ed esercitazioni. L’associazione è costituita da cittadini, tutti volontari, che prestano la propria opera gratuitamente, liberamente associati secondo il desiderio comune di tradurre in impegno concreto il loro senso morale e civile. La VAPC - Volontari Abruzzesi per la Protezione Civile de L'Aquila non impiega dipendenti né in maniera saltuaria, né continuativa ed è appunto composta da soli volontari, chiamati a dare il proprio contributo all'associazione unicamente nel tempo libero da impegni di lavoro o di studio.

Come nasce l'idea di promuovere un progetto di inclusione e di generatività sociale a partire dall'organizzazione di un asilo per cani randagi intitolato "In mezzo a una strada"?

A. C. A seguito del sisma occorso a L'Aquila nel 2009 ricevemmo, a fine 2011, una somma per noi rilevante attraverso il 5xMille (oltre 200mila euro grazie a più di 8mila adesioni). Con tale somma avremmo potuto acquistare automezzi di ultima generazione che avremmo poi utilizzato poche volte l’anno, oppure sistemarci in una sede nuova o abbellita; invece nel 2012 decidemmo che non volevamo fare qualcosa di autoreferenziale ma qualcosa di concreto per tutto il territorio. Da qui nasce l’idea di iniziare la progettazione e la realizzazione di un asilo per cani randagi e d’affezione che contenesse peculiari servizi polivalenti non solo verso gli ospiti a quattro zampe ma anche verso noialtri bipedi. Pertanto fin dalla prima stesura del progetto globale ponemmo l'accento sulla importanza di aprire l'uso della struttura, una volta realizzata, non solo ai cittadini sensibili alla cura degli animali ma anche alle diverse organizzazioni della società civile che operano nei settori dell'emarginazione sociale, sanitaria ed etnica sul territorio aquilano.

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