In un articolo precedente, è già stato affrontato il tema delle opportunità offerte dai progetti e programmi di volontariato dall’Unione Europea e dei cambiamenti intercorsi e attesi negli ultimi anni. Oggi, è finalmente possibile presentare il programma Corpo Europeo di Solidarietà che sostituisce e amplia il conosciuto Servizio Volontario Europeo.

A dicembre 2016 il presidente della Commissione Europea annunciò l’avvio dell’iter di creazione dell’iniziativa che è stata, negli anni successivi, coperta dai budget di programmi preesistenti della programmazione 2014-2020 (Europe for Citizens, Life, EASI) con cui mantiene ancora oggi forti connessioni.

Solo a settembre 2018, con l’approvazione da parte dell’Europarlamento, è diventato un programma autonomo con un proprio regolamento e un budget dedicato.

Come indicato nel nome del programma, le azioni finanziate si basano sul principio di solidarietà intesa “come collante che tiene insieme l’Unione Europea” e sono rivolte ai giovani tra i 18 e 30 anni offrendo loro l’opportunità di contribuire al benessere delle comunità e contemporaneamente acquisire esperienza, competenze e capacità per la crescita personale e professionale. Allo stesso tempo il programma permette alle organizzazioni di incrementare la propria capacità di operare a livello europeo e internazionale e offrire risposte innovative e efficaci ai propri beneficiari.

Le organizzazioni e i giovani possono contribuire alla realizzazione di attività di solidarietà in differenti ambiti quali l’inclusione, l’accoglienza e l’integrazione dei rifugiati e migranti, la cittadinanza e la partecipazione democratica, la prevenzione e gestione delle catastrofi, la protezione dell’ambiente e della natura, la salute e il benessere, l’istruzione e la formazione, l’occupazione e l’imprenditorialità, la creatività e la cultura.

Le novità introdotte dal programma

Nonostante il forte legame e continuità con l’azione SVE del programma Erasmus+, il programma presenta alcune interessanti novità che ampliano le opportunità sia per i giovani che per le organizzazioni coinvolte.

Innanzitutto, oltre alle azioni di volontariato, il programma offre opportunità di tirocinio e lavorative nell’ambito del sociale: per le organizzazioni si ampliano quindi le possibilità di accogliere giovani per la realizzazione della propria mission e delle proprie attività scegliendo tra le modalità di coinvolgimento più in linea con le proprie esigenze e con il supporto di finanziamenti dedicati.

Il focus del programma rimane comunque il volontariato per il quale si registrano novità nella tipologia di progetti realizzabili: è introdotta la possibilità per i giovani di svolgere il servizio volontario nel proprio Paese di residenza in particolare per il coinvolgimento di giovani con minori opportunità in esperienze individuali o di gruppo.

Tra i progetti che possono coinvolgere gruppi di volontari, è da sottolineare l’introduzione dell’azione “Gruppi di volontariato in settori ad alta priorità”. Le attività finanziabili attraverso quest’azione possono coinvolgere da 10 a 40 volontari e devono riguardare le priorità definite annualmente dall’Unione Europea. Nel 2019 sono: il patrimonio culturale europeo, l’inclusione sociale di persone con minori opportunità e interventi per le sfide ambientali, inclusa la prevenzione di disastri e la ricostruzione.

La presentazione e realizzazione dei progetti rimane affidata alle organizzazioni, che in seguito all’acquisizione del “Quality Label” (attestato a garanzia delle capacità gestionali e organizzative degli enti), possono presentare progetti in qualità di organizzazione di accoglienza o di supporto. Non è più prevista l’organizzazione di invio che era responsabile del supporto ai giovani per l’identificazione dei progetti e per la preparazione e affiancamento del volontario durante il progetto. Questo perché la partecipazione dei giovani passa oggi attraverso la loro registrazione nel Database Corpo Europeo di Solidarietà dove possono visualizzare le opportunità offerte dalle organizzazioni e, viceversa, le organizzazioni possono individuare potenziali candidati.

Ad oggi sono circa 72mila i giovani europei registrati, di cui più di 10mila sono italiani, la seconda nazionalità più numerosa dopo quella rumena. L’Italia invece è al primo posto come paese che ha ospitato più attività nella fase preliminare del programma: sono 631 i giovani coinvolti in attività di solidarietà sul territorio italiano su un totale di 7 mila partecipanti dal 2016 ad oggi.

Un’altra novità riguarda l’opportunità di presentare progetti anche in assenza di partenariato in caso di progetti che coinvolgano volontari dello stesso Paese dell’organizzazione o in caso di progetti di gruppo.

Rimane invece invariata la durata delle attività di progetto: da 2 a 12 mesi per i progetti individuali e da due settimane a 2 mesi per progetti di gruppo o che coinvolgono giovani con minori opportunità.

Un’ultima novità introdotta dal programma sono i progetti di solidarietà: gruppi di giovani in autonomia o sostenuti da organizzazioni non profit possono presentare progetti per rispondere positivamente alle esigenze sociali delle proprie comunità locali di residenza.

ESC nel 2019 e nel futuro

Per l’implementazione del programma è stato stanziato un budget di 375,6 milioni di Euro per il periodo 2018-2020 (di cui il 90% per attività di volontariato) di cui 96.322.671 di Euro nel 2019 in cui sono previste 3 scadenze per la presentazione dei progetti: 7 febbraio, 30 aprile, 1 ottobre 2019.

L’impegno della Commissione Europea nel promuovere azioni a favore dei giovani e delle organizzazioni non profit non è però limitato al 2020. A giugno 2018, ha infatti presentato una proposta di rifinanziamento del programma per il periodo 2021-2027 con un budget di 1,26 miliardi di Euro che permetterebbe a circa 350 mila giovani di svolgere attività di volontariato, tirocini e lavoro e alle organizzazioni della società civile di continuare a contare su finanziamenti dedicati.

 

 

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