Nell'anno della pandemia, comunicazioni, lavoro, tempo libero, consumi e ogni altro aspetto della nostra vita è stato permeato dal digitale, e il digital fundraising ha toccato un punto di non ritorno. Sono stati raccolti in tutto il mondo 350 milioni di euro. Anche l'Italia ha raggiunto risultati notevoli, con un aumento del 125% rispetto al 2019. Tuttavia, nel nostro Paese scarseggia ancora una diffusa propensione agli strumenti digitali, come dimostra il fatto che il 78% degli enti italiani attivi nel settore delle donazioni, è stato costretto a dimezzare le proprie attività (1). 
Questi i dati raccolti nell'ultimo report, scaricabile gratuitamente, di iRaiser, la piattaforma internazionale, specializzata in Europa nel settore del fundraising. 

Una dimostrazione del fatto che con la pandemia la solidarietà non si è fermata, e i donatori sono più attivi che mai sia online sia offline. Ma cosa è successo in Italia?
Considerando un panel di 32 organizzazioni non profit nel 2020 in Italia sono stati raccolti oltre 1,8 milioni di euro con le soluzioni payment e peer-to-peer. Un risultato considerevole per il nostro Paese, dove le attività connesse al fundraising digitale sono nuove per la maggior parte delle associazioni. Nell’anno della grande emergenza sanitaria la percentuale maggiore di fondi raccolti da iRaiser rientra nella categoria solidarietà internazionale (31%), seguita da salute e ricerca (25%), università/scuole (12%) e cultura (11%). La maggior parte delle donazioni (45%) è stata fatta durante gli ultimi tre mesi dell’anno, ma l’andamento annuale è comunque armonioso. Inoltre, più del 30% delle donazioni sono state fatte tra marzo e aprile durante il primo lockdown.

Alto il valore medio delle donazioni online che in media raggiungono i 56€, con picchi di 120€ nella cultura, tra i settori più promettenti nel digital fundraising. Il mobile giving è molto utilizzato in Italia (47%) e diminuisce rispetto agli altri mercati la differenza tra la donazione media che avviene tramite mobile (45€) rispetto a quella desktop (67€). Le carte di credito sono ancora il metodo più utilizzato (61,2% dei casi), ma anche Paypal è molto diffuso (36,2%). Piccoli ma significativi i numeri di metodi di pagamento smart come Apple e Google Pay (1,4%) e Satispay (1,1%).
Sulla base di un panel di clienti attivi da gennaio 2019, il digital fundraising in Italia è aumentato del 125% in valore rispetto al 2019. Molto interessante invece è il dato sul tasso di conversione, ossia chi una volta arrivato sul form conclude la donazione, che si attesta sopra il 6%, crescendo in modo esponenziale nel mese di dicembre (11,7%).

Nel 2020 iRaiser Italia è cresciuta dell’84%, raggiungendo un totale di 33 realtà seguite nell’attività di raccolta fondi digitale. Una crescita che ha interessato soprattutto il settore della cultura che da solo ha raccolto l’11% dei fondi. Grazie all’ingresso, dopo il FAI - Fondo Ambiente Italiano di Museo Egizio di Torino, Collezione Peggy Guggenheim, Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, Amici di Brera, Mare culturale urbano e Parco archeologico del Colosseo, Parco Archeologico di Pompei, Galleria Borghese che saranno online prossimamente; sono oggi 10 le organizzazioni culturali che raccolgono fondi grazie alle piattaforme di iRaiser.

(1) Sondaggio realizzato da Italia Non Profit

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