La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) introduce un pacchetto di misure che tocca da vicino il mondo del non profit e del welfare, alternando segnali positivi a tagli che preoccupano gli addetti ai lavori. Sebbene manchino investimenti strutturali a lungo termine dedicati esclusivamente agli Enti del Terzo Settore (ETS), il testo finale presenta novità di rilievo, a partire dal rafforzamento del 5 per mille, il cui tetto viene innalzato da 525 a 610 milioni di euro a decorrere dal 2026.

Sul fronte istituzionale, si segnala l’istituzione presso il MEF di un Comitato di esperti in materia di sviluppo dell’economia sociale, con l’obiettivo di rafforzare la dimensione inclusiva e sostenibile delle politiche fiscali. Di particolare interesse è anche la nuova disciplina per i dirigenti del settore finanziario: l'addizionale del 10% sui bonus potrà essere evitata se il soggetto erogante destina a favore degli ETS una somma almeno doppia rispetto all'imposta dovuta, incentivando così la filantropia d'impresa.

Per quanto riguarda il welfare e il sostegno alle famiglie, la manovra opera una profonda revisione del sistema ISEE. La soglia di esclusione della prima casa dal patrimonio sale da 52.500 a 91.500 euro, una modifica che riconosce come il possesso dell'abitazione non sia di per sé indice di ricchezza e amplia la platea di chi può accedere alle prestazioni agevolate. Parallelamente, vengono stanziate risorse per la valorizzazione dei caregiver familiari (con una dotazione di 207 milioni annui dal 2027) e istituito un fondo da 60 milioni di euro per le attività socioeducative e i centri estivi per i minori.

Non mancano tuttavia le criticità, specialmente nell'ambito del contrasto alla povertà. Il Fondo per il sostegno alla povertà e per l’inclusione attiva subisce tagli significativi per i prossimi anni (oltre 267 milioni nel solo 2026). Inoltre, per quanto riguarda l’Assegno di inclusione (Adi), se da un lato si evita l'attesa per il rinnovo, dall'altro si prevede il dimezzamento del 50% della prima mensilità erogata al momento del rinnovo stesso.

Completano il quadro il potenziamento dei fondi per le donne vittime di violenza, l'incremento delle risorse per l'assistenza ai bambini oncologici e la proroga dell'Ape sociale. Resta però il nodo della carenza di investimenti a lungo termine per stabilizzare un sistema di welfare che appare ancora frammentato.

Per maggiori approfondimenti e per leggere il dettaglio tecnico di tutte le misure, è possibile consultare l'analisi completa qui: Cantiere Terzo Settore

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