La seconda edizione di Fundraising Experience (FX26) si chiude a Bologna consolidando nuove strategie per la sostenibilità del non profit. Al centro dei lavori, il superamento dei modelli tradizionali di raccolta fondi a favore di approcci basati sull'analisi predittiva dei dati e sull'integrazione tecnologica, strumenti ormai indispensabili per garantire l'impatto sociale in un mercato sempre più competitivo.
Si è conclusa a Bologna la seconda edizione di Fundraising Experience (FX26), l’evento organizzato da Metadonors che ha riunito alcuni tra i principali protagonisti del non profit italiano, da Medici Senza Frontiere a Emergency, passando per l’Università Bocconi e i grandi nomi della solidarietà come Telethon e WWF.
Il Terzo Settore rappresenta oggi una forza economica imponente: vale il 4,4% del PIL nazionale, genera circa 84 miliardi di euro e impiega oltre un milione di lavoratori, supportati da sette milioni di volontari. Numeri che ne fanno un attore cruciale, analizzato a Bologna attraverso i temi dell’intelligenza artificiale, degli ESG e di un nuovo legame tra finanza e cittadinanza attiva.
L’edizione 2026 si è articolata in cinque percorsi strategici — Belonging, Innovation Hub, ESG, European Telemarketing Forum e Remix — esplorando il confine tra tecnologie di frontiera e canali tradizionali. Grande successo per il debutto del Social Pitch: un format originale dove manager di grandi aziende come Poste Italiane, CIRFOOD e Lottomatica hanno valutato i progetti di innovazione sociale delle ONG. Questa esperienza di “skill-based volunteering” ha permesso alle aziende di rafforzare il proprio profilo ESG e agli enti non profit di ricevere feedback strategici di alto livello.
L’evento ha visto la partecipazione di speaker autorevoli come Filippo Giordano (Bocconi) e Laura Perrotta (MSF), supportati da un ecosistema di partner che include Banca Etica, Unicredit e CRIBIS.
“Fundraising Experience 2026 si chiude con un messaggio chiaro: fare innovazione non è solo tecnologia, ma capacità di creare relazioni e senso di appartenenza”, ha dichiarato Daniele Cirio, CEO di Metadonors. “Mettendo sotto lo stesso tetto non profit, università e aziende, l’impatto smette di essere episodico e diventa il sistema che definisce il futuro del comparto”.
