Quattro anni di attività, 616 famiglie seguite e 1.850 persone raggiunte. I risultati del progetto "Mai Più Fame: dall'emergenza all'autonomia", presentati allo Zero Hunger Corporate Lab presso Il Sole 24 Ore, dimostrano che ogni euro investito genera circa due euro di valore sociale. A certificarlo è la valutazione SROI (Social Return on Investment) condotta da Triadi, spin-off del Politecnico di Milano, che ha fissato l’indice a 1,91, traducendo in valore economico l’inserimento lavorativo e il risparmio sanitario derivante da una migliore alimentazione.
In un contesto italiano dove 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta e l'insicurezza alimentare è diventata una condizione strutturale, l'esperienza condotta a Milano, Napoli e Bari conferma che distribuire cibo non basta. Il progetto si è articolato su tre assi: sostegno immediato alla spesa, educazione nutrizionale e inserimento lavorativo. I dati evidenziano un cambiamento misurabile: il 60% dei beneficiari ha raggiunto un livello di riattivazione sociale, con il 32% che ha ottenuto un impiego regolare e il 18% che ha ripreso gli studi o la formazione professionale. Significativo il dato di genere, con l'83% di beneficiari donne.
Anche le abitudini alimentari hanno subito una trasformazione persistente, misurata attraverso l'Household Dietary Diversity Score. Oltre la metà dei coinvolti ha ridotto il consumo di zucchero e aumentato quello di acqua, mentre quasi il 48% consuma pasti più vari e legge con attenzione le etichette nutrizionali. Come dichiarato da Ilaria Adinolfi di Azione Contro la Fame, il progetto accompagna le famiglie verso l'autonomia, provando che l'empowerment socio-economico genera un risparmio reale per la collettività rispetto alla semplice gestione dell'assistenza. Claudio Di Benedetto di Triadi ha sottolineato come lo SROI di 2 non sia solo un numero, ma la prova visibile di come investire nell'autonomia delle persone sia conveniente per l'intera società.
Fonte: Comunicato Azione Contro la Fame | www.azionecontrolafame.it
