A pochi giorni dalla diffusione del “Si vince solo con la pace e il diritto”, il Forum Terzo Settore torna a sollecitare con forza un intervento diplomatico dell'Italia e dell'Unione Europea. Il grido d'allarme nasce dalla profonda preoccupazione per l'escalation militare in Medio Oriente, scaturita dall'attacco di Usa e Israele all'Iran, e per l'orrore che sta travolgendo il Libano. Il rischio denunciato è quello di una deriva irreversibile verso una "guerra mondiale a pezzi", caratterizzata dal collasso degli accordi internazionali e da un tragico tributo di vite umane.
Il Forum esprime innanzitutto una vicinanza incondizionata a chi soffre: “Siamo innanzitutto vicini alle vittime, a prescindere dalla loro parte, alle loro famiglie e comunità”. In questo scenario di crisi, viene rivendicato con orgoglio il ruolo delle organizzazioni non governative e dei volontari, spesso oggetto di critiche infondate: “C’è un grande impegno da parte del Terzo settore e delle ong nel salvare e accogliere chi fugge, un impegno spesso dimenticato, se non dileggiato o attaccato. Questo è il nostro schieramento non violento, la nostra difesa che supera ogni confine e costruisce ponti, innanzitutto umani”.
Il cuore della riflessione proposta dal Forum risiede nel rifiuto della logica della vendetta. Come si legge nel testo, “opporsi a un massacro con un altro massacro non significa fare giustizia, ma alimentare una devastante spirale di odio”. La guerra non si limita a uccidere, ma annienta l'identità stessa dei popoli distruggendo storie, simboli e legami sociali, fino a rendere i superstiti degli apolidi culturali. Per questo motivo, la pace difesa dal Terzo settore non è intesa come semplice tregua, ma come lo strumento essenziale per ricostruire cittadinanza e convivenza.
Sul piano politico, l'appello rivolto alle istituzioni è netto e privo di ambiguità. Si chiede all'Italia e all'Europa di condannare fermamente l'attacco all'Iran e le invasioni israeliane a Gaza, in Cisgiordania e in Libano. Tra i punti cardine figurano la cessazione immediata delle forniture militari ai Paesi in guerra e la promozione di una Conferenza di pace sotto l’egida dell’Onu, che integri una precisa tabella di marcia per il disarmo. La proposta include inoltre una scelta economica di campo: disinvestire negli armamenti per reinvestire nel welfare, nella cooperazione internazionale e nella transizione energetica.
L'analisi si chiude con un monito contro la "globalizzazione dell'impotenza", evoluzione della già nota indifferenza collettiva. Per invertire questa rotta, il Forum Terzo Settore esorta a un coraggio politico senza precedenti: occorre riconoscere che la vittoria risiede esclusivamente nella pace e nel diritto. Si tratta di prassi politiche da osare oggi per poter convocare nuovamente le nazioni attorno ai valori fondamentali dell'esistenza umana e della legalità internazionale.
Qui l’appello integrale: SI VINCE SOLO CON LA PACE E IL DIRITTO.pdf