Il servizio civile è un istituto che ha radici profonde nella storia civile del nostro Paese perché nasce dall'obiezione di coscienza ed è fondato sulla difesa non armata della Patria, sulla promozione della pace e sulla cittadinanza attiva. Rosario Lerro, Presidente di Asc Nazionale Aps, ha dichiarato con fermezza che ogni riforma deve partire da questi presupposti senza ignorarli. Pur confermando la disponibilità a collaborare con il Parlamento per migliorare il sistema, l'associazione non può accettare che tre diversi provvedimenti finiscano per mutare la natura di un istituto che appartiene a tutti i cittadini. Al servizio civile va infatti riconosciuta, e non snaturata, la sua piena identità.

Attualmente è in corso presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati il ciclo di audizioni sul disegno di legge governativo riguardante le disposizioni in materia di giovani e servizio civile universale. In parallelo è stata presentata la proposta di legge del Cnel per un servizio civile volontario degli anziani, a cui si aggiunge un ulteriore testo sullo stesso tema assegnato alla medesima commissione. Asc Aps ha già depositato una memoria sul disegno di legge dedicato ai giovani per segnalare il rischio principale di ricondurre il servizio civile all'interno delle generiche politiche giovanili, fattore che potrebbe farne perdere l'identità specifica e l'autonomia istituzionale.

Le criticità tecniche rilevate sono numerose, a partire da una delega troppo ampia e generica unita a una clausola di invarianza finanziaria incompatibile con un reale salto di qualità del sistema. Inoltre, i sei mesi previsti per l'adozione dei decreti delegati sono considerati insufficienti per un riordino organico e condiviso. Per l'associazione esistono vincoli di continuità non negoziabili come il collegamento con l'obiezione di coscienza, il divieto di scopo di lucro per gli enti, il mantenimento dell'impianto multilivello e il ruolo della Consulta nazionale.

Anche le proposte sul servizio civile per gli anziani rischiano di svuotare di senso un istituto costituzionale. Pur promuovendo obiettivi condivisibili come l'invecchiamento attivo, questi testi descrivono un volontariato civico strutturalmente diverso da quello giovanile e privo di legami con la difesa della Patria. Sovrapporre questa denominazione a esperienze di tutt'altra natura genererebbe una grave confusione istituzionale, pertanto Asc Aps chiede ufficialmente al Parlamento di proteggere l'identità del servizio civile anziché dissolverla.

 

Fonte: Comunicato ASC APS

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