Nel contesto attuale segnato da un'accelerazione senza precedenti degli scenari di guerra e instabilità, EMERGENCY ha lanciato un appello per l’obiezione di coscienza, preventiva e di massa, al ripristino del servizio militare per contrastare il possibile ritorno all’intervento militare come strumento della politica. La chiamata dell’Ong fondata da Gino Strada ha già superato le 70.000 firme in pochi giorni. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della campagna R1PUD1A, che punta a ribadire il rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione italiana e a contrastare la progressiva normalizzazione della guerra nel dibattito pubblico.

“Il governo ha rilanciato l’ipotesi del ritorno alla leva militare, presentandola come una necessità”, spiega l'organizzazione. “Ripristinare il servizio militare significa confermare una concezione di sicurezza internazionale costruita sulle armi, una visione che si scontra con l’articolo 11 della Costituzione Italiana, che R1PUD1A la guerra come strumento di risoluzione delle controversie”. EMERGENCY sottolinea come la guerra sia innanzitutto una scelta, con conseguenze atroci soprattutto per i civili, che rappresentano il 90% delle vittime. Forte di oltre trent’anni di esperienza in Paesi martoriati da conflitti — attualmente è presente, tra gli altri, in Sudan, Ucraina e Gaza — l'Ong promuove questa azione per coinvolgere la cittadinanza nella costruzione di una comunità contro la guerra e la militarizzazione della società.

La dichiarazione di obiezione proposta è un atto pubblico attraverso cui ognuno può rivendicare il diritto a dichiarare la propria indisponibilità alla logica bellica. Attraverso il sito www.ripudia.it, è possibile sottoscrivere il proprio rifiuto all’uso delle armi, la contrarietà al ripristino del servizio militare e l’impegno alla difesa dei principi costituzionali. “Aderire vuol dire dichiararsi indisponibili alla guerra, perché la pace è una scelta che passa dal corpo, dal tempo e dalla responsabilità personale”, dichiara EMERGENCY.

Nel 2026, la campagna sta traducendo il ripudio della guerra in pratiche concrete, offrendo strumenti per conquistare "Spazi di Pace" nei territori, promuovere pratiche di monitoraggio civico delle infrastrutture che rendono possibile la guerra e creare la community R1PUD1A, uno spazio orientato all’azione per trasformare le scelte individuali in iniziative collettive coordinate. La campagna è aperta a tutti i soggetti della società civile, uomini e donne a partire dai 14 anni. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a ripudia@emergency.it.

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