Negli ultimi anni termini come responsabilità sociale d’impresa (CSR) e sostenibilità sono entrati stabilmente nel linguaggio delle imprese e delle organizzazioni. Ma qual è la differenza tra i due concetti? E in che modo si collegano al Terzo settore?
La CSR rappresenta un concetto ampio, che include anche la sostenibilità, ma quest’ultima introduce una visione prospettica e sistemica: non si tratta solo di “fare del bene”, ma di ripensare i modelli di business in un’ottica di impatto ambientale, sociale ed economico lungo l’intera catena del valore. A guidare questo cambiamento sono anche gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030, che hanno fornito indicatori comuni per misurare il contributo concreto di ciascun attore — profit o non profit — al progresso collettivo.
Nel passato, per adempiere alla CSR, bastava spesso sostenere iniziative filantropiche. Oggi, invece, le imprese sono chiamate a trasformare i propri processi produttivi e organizzativi. E qui entra in gioco il Terzo settore, non come semplice beneficiario di contributi, ma come partner strategico.
Le organizzazioni non profit, infatti, hanno maturato competenze avanzate su temi come l’inclusione sociale, la giustizia ambientale e la partecipazione civica: sono portatrici di un sapere fondamentale per orientare le imprese verso un “business responsabile”.
Ma c’è un altro elemento chiave: i diritti umani. Spesso trascurati nei discorsi sulla sostenibilità, in realtà costituiscono le radici dell’Agenda 2030 e sono oggi al centro di un nuovo quadro normativo europeo. Con l’introduzione di obblighi di due diligence per le aziende — finalizzati a prevenire, mitigare e rimediare agli impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente — si passa da una dimensione volontaria a una responsabilità giuridica concreta.
È in questo scenario che prende vita il corso di formazione “Sviluppo sostenibile: alleanze profit–non profit tra SDGs e diritti umani”, pensato per operatori del Terzo settore. Il percorso offrirà strumenti per:
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leggere le nuove sfide della sostenibilità aziendale e della CSR in chiave strategica;
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comprendere il ruolo degli SDGs e degli standard internazionali in materia di diritti umani;
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costruire alleanze efficaci con il mondo imprenditoriale;
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trarre ispirazione da best practices reali, in cui la collaborazione tra profit e non profit ha generato valore condiviso e vantaggio competitivo per entrambe le parti.
L’obiettivo non è solo formare, ma trasformare: operatori capaci di essere ponte tra mondi diversi, con una visione comune di sviluppo sostenibile, inclusivo e fondato sul rispetto dei diritti fondamentali.
