Ci sono giornate in cui l’inaugurazione di un luogo fisico va ben oltre il taglio di un nastro. Oggi a Savona non si è semplicemente aperto un appartamento, ma si è data forma a una speranza concreta per centinaia di famiglie. Con l'ingresso dei primi ospiti, ha preso ufficialmente vita la "Casa di Silvia", il primo progetto nazionale di ospitalità accessibile promosso da AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica). Pensata in ogni dettaglio per accogliere le persone affette da SLA, i loro familiari e i caregiver, la struttura nasce per offrire periodi di sollievo, cura e, soprattutto, una meritata serenità lontano dalle fatiche quotidiane.

Situato in via Milano, l'appartamento è un gioiello di accessibilità e tecnologia assistiva. Dispone di due camere da letto, una cucina attrezzata, un bagno totalmente accessibile e una dotazione completa di ausili medici indispensabili per garantire la massima sicurezza: dal letto articolato al sollevatore, fino alle rampe mobili e a un posto auto riservato. Il servizio, completamente gratuito e dedicato ai soci AISLA, permette alle famiglie di concedersi un periodo di riposo o di affrontare visite mediche e terapie in un contesto protetto e accogliente.

Il momento più emozionante della cerimonia ha visto la consegna simbolica delle chiavi alla famiglia Maggiani, i primi storici ospiti della casa. Le loro parole restituiscono appieno il valore di questa iniziativa: «Quando si convive con la SLA, organizzare anche un breve soggiorno può diventare un’impresa. Ogni spostamento richiede mesi di preparazione, verifiche, rinunce. Sapere di arrivare in un luogo già accessibile e attrezzato cambia completamente la prospettiva. Per noi significa poter tornare a pronunciare una frase che sembrava impossibile: “Andiamo in vacanza”. È molto più di un viaggio. È un pezzo di vita che ci viene restituito».

La collocazione della struttura non è casuale. Trovandosi a pochi chilometri dal mare, permette agli ospiti di raggiungere agevolmente lo "Scaletto Senza Scalini", la celebre spiaggia accessibile di Savona che rappresenta da anni un modello di inclusione. Come ha ricordato il fondatore dello Scaletto, Ugo Cappello, «l'accessibilità significa poter scegliere, muoversi, condividere esperienze senza che la disabilità diventi un limite». Un plauso al progetto è arrivato anche dall'amministrazione locale tramite l'Assessore alle Politiche Sociali Riccardo Viaggi, il quale ha sottolineato come la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini stia rendendo Savona una città sempre più accogliente e attenta ai bisogni reali delle persone.

Dietro a questo traguardo c'è però, prima di tutto, una straordinaria storia d'amore e di generosità. L'immobile è stato infatti donato ad AISLA da Pino Codispoti, il papà di Silvia, che ha voluto trasformare il ricordo della figlia scomparsa in un'opportunità di rinascita per gli altri. «Se questa casa oggi esiste è perché Silvia mi ha insegnato a guardare sempre avanti», ha raccontato commosso il signor Pino. «Abbiamo deciso di trasformare ciò che abbiamo vissuto in un’opportunità per altre famiglie. Sapere che queste stanze si riempiranno di voci, di speranza, di giorni condivisi e di nuovi ricordi ci rende profondamente felici. È il modo più bello per continuare a sentire Silvia accanto a noi».

Un'idea rivoluzionaria che si è concretizzata in tempi record: acquistato il 20 marzo 2026, l'appartamento è stato ristrutturato e reso pienamente accessibile in poco più di tre mesi grazie a una straordinaria rete di solidarietà che ha unito le sezioni territoriali di AISLA, privati cittadini e importanti partner, tra cui la Fondazione Vismara, la Fondazione Vialli e Mauro, Fiascolata APS, la Cooperativa Spazio Aperto, il Vivaio Fratelli Rebella e Fazzari Marmi.

«Per la prima volta nella nostra storia realizziamo una struttura destinata esclusivamente all'accoglienza delle persone con SLA e delle loro famiglie», ha dichiarato Vincenzo Soverino, Consigliere Nazionale AISLA. «La Casa di Silvia rappresenta un investimento concreto nella qualità della vita delle persone che affrontano la malattia. Oggi abbiamo capito che una casa non si costruisce soltanto con muri, porte e finestre, ma che prende vita quando tante persone decidono di credere nello stesso sogno».

Oggi la porta si è aperta per la prima volta e, ad accogliere i visitatori all'ingresso, c'è una targa con la frase che Silvia amava ripetere spesso e che oggi rappresenta l'anima profonda di questo spazio: «La vita è bellissima».

Tutte le informazioni sul progetto e sulle modalità di prenotazione (scrivendo a casadisilvia@aisla.it) sono disponibili sulla pagina internet dedicata: https://www.aisla.it/la-casa-di-silvia/.

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