La Camera dei Deputati ha concluso l'esame del Disegno di Legge del Governo "Giovani e Servizio Civile Universale", segnando un passo avanti nell'iter legislativo che ora si sposta al Senato.

La CNESC guarda con grande attenzione a questa fase del percorso, sollevando tuttavia due questioni prioritarie e cruciali per il futuro della misura.

La prima riguarda direttamente il ruolo del Terzo Settore e degli operatori, storici protagonisti della nascita e della gestione del servizio civile in Italia. Durante la discussione in Aula, il Ministro Abodi ha fatto ampi riferimenti ai nuovi rapporti con le istituzioni territoriali per la governance del sistema, senza però considerare il Terzo Settore, la rappresentanza delle volontarie e dei volontari, né la Consulta Nazionale del Servizio Civile, che rappresenta l’organismo di riferimento e confronto istituzionale. La CNESC ha definito questo atteggiamento una preoccupante mancanza di attenzione, chiedendo fermamente che non si replichi nelle prossime fasi del percorso legislativo.

La seconda questione sollevata dall'organizzazione riguarda invece la natura stessa del servizio civile. Sebbene il Ministro Abodi abbia ribadito con chiarezza che non si tratta né di lavoro né di sfruttamento, la CNESC auspica che nell’iter parlamentare e nei successivi decreti attuativi continui ad essere preservata l'identità profonda di un istituto storicamente finalizzato alla difesa civile non armata e nonviolenta della Patria, evitando che l’attuazione pratica venga schiacciata da derive lavoristiche. In merito alla vicenda, la Presidente della CNESC, Laura Milani, ha dichiarato che l'associazione continuerà a offrire il proprio contributo nelle prossime tappe dell'iter parlamentare e nella successiva fase di scrittura dei decreti attuativi, mantenendo lo spirito di collaborazione istituzionale che l'ha sempre caratterizzata, poiché non si può in alcun modo prescindere dal riconoscimento pieno del ruolo del Terzo Settore nel sistema del servizio civile.

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