Prendono il via nel Sud Italia 15 nuovi progetti sostenuti con 4 milioni di euro dalla Fondazione CON IL SUD attraverso il bando “Sport e inclusione”. Le iniziative intervengono prevalentemente su periferie urbane, quartieri popolari e piccoli centri caratterizzati da fragilità socio-economiche, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze territoriali e rafforzare i presìdi sociali in contesti dove l’offerta sportiva ed educativa è spesso carente.
Grazie a questi interventi, saranno restituiti alle comunità locali oltre 20 spazi fino ad oggi inutilizzati o in condizioni di degrado e abbandono — tra cui campi sportivi, spazi confiscati alla criminalità organizzata, parchi, palestre scolastiche, oratori e centri polifunzionali — per realizzarvi attività sportive inclusive, non competitive e di promozione del benessere.
Nello specifico, 5 progetti saranno avviati in Campania (province di Napoli, Avellino e Salerno); 4 in Sicilia (province di Palermo, Agrigento e Trapani); 3 in Puglia (province di Bari, Brindisi e Lecce); 2 in Sardegna (province di Sassari e Cagliari) e 1 in Basilicata (provincia di Potenza). Ogni iniziativa coinvolge una rete articolata di partner (in media 8 per progetto), per un totale di circa 130 enti tra associazioni, cooperative sociali, fondazioni, enti pubblici e profit e società sportive dilettantistiche.
«Praticare sport non può essere un lusso per pochi, ma deve essere un diritto di tutti», ha dichiarato Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione CON IL SUD. «Troppo spesso la mancanza di strutture e le difficoltà economiche trasformano l'attività fisica in una barriera invisibile che isola proprio chi avrebbe più bisogno di socialità. Sostenendo questi progetti la Fondazione CON IL SUD si impegna ancora una volta a puntare sullo sport come importante strumento di coesione e inclusione sociale, non solo attraverso il recupero di spazi che fino ad oggi non è stato possibile utilizzare, ma creando veri e propri presìdi di cittadinanza attiva e di salute».
Le iniziative offriranno oltre 35 mila ore di attività sportiva (tra cui atletica leggera, arti marziali, sport di squadra, ginnastica dolce, calcio sociale, trekking esperienziale, hockey, yoga, pallavolo) e coinvolgeranno 4.000 persone, rivolgendosi in particolare a soggetti in situazioni di fragilità come minori a rischio, giovani NEET, persone con disabilità, anziani soli e migranti. Verranno inoltre affiancate attività di sensibilizzazione ai corretti stili di vita, screening sanitari, sportelli della salute e camminate di comunità, oltre a percorsi formativi dedicati a più di 200 persone tra istruttori, animatori, operatori sociali e giovani del territorio.
I progetti rispondono a un divario territoriale netto: al Sud solo il 16% dei cittadini pratica sport in modo continuativo (contro il 25% della media nazionale) e oltre il 28% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni non fa attività fisica, una percentuale doppia rispetto al Nord Italia. Le principali barriere risiedono sia nei costi — con oltre il 30% delle famiglie meridionali che dichiara di non potersi permettere l'iscrizione a corsi o palestre — sia nella mancanza o inagibilità di impianti sportivi pubblici nelle aree periferiche e interne.
