Nel dibattito che in queste settimane è tornato ad accendere il confronto pubblico sul fine vita, Fondazione Floriani ETS ritiene necessario riportare al centro una questione che rischia di rimanere sullo sfondo: il diritto di garantire a ogni persona la dignità di essere accompagnata, curata e sostenuta quando la malattia entra nella sua fase più avanzata e la guarigione non è più possibile. Il tema non può essere affrontato soltanto attraverso la contrapposizione tra diverse posizioni sulle scelte di fine vita; prima ancora, esiste una responsabilità collettiva che riguarda la possibilità concreta per ogni persona di ricevere cure palliative, controllo della sofferenza, assistenza e sostegno psicologico e relazionale.
Nonostante la legge 38 del 2010 abbia riconosciuto in Italia il diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore, a distanza di anni permane un'evidente distanza tra il riconoscimento di questo diritto e la sua piena attuazione. Emergono infatti profonde differenze territoriali nell'accesso ai servizi, nella disponibilità delle équipe, nell'assistenza domiciliare e nella possibilità di essere presi in carico tempestivamente. È proprio questo il vuoto che deve necessariamente essere colmato anche attraverso un intervento legislativo capace di rendere effettivo e uniforme il diritto all'accompagnamento. Le cure palliative, infatti, non rappresentano una rinuncia alla cura, ma una delle sue forme più alte: quando non è più possibile guarire, è ancora possibile alleviare la sofferenza, ascoltare, sostenere, rispettare le volontà della persona e continuare a esserci.
Questa visione trova preciso riferimento nella Carta di Milano, promossa dalla Fondazione in occasione dei suoi cinquant'anni per richiamare la necessità di costruire una cultura della cura capace di mettere realmente al centro la persona. La Carta nasce dalla consapevolezza che accompagnare significa più che intervenire sulla sofferenza fisica: significa riconoscere i bisogni complessivi dell'individuo, garantire continuità assistenziale, permettere l'accesso alle cure in modo tempestivo e appropriato, sostenere le famiglie e assicurare che l'assistenza possa proseguire nei diversi luoghi in cui una persona vive, dall'ospedale all'hospice fino al domicilio.
A sintetizzare il senso dell'iniziativa sono le parole del Presidente di Fondazione Floriani ETS, Paolo Floriani: “Nel confronto sul fine vita non possiamo dimenticare ciò che viene prima: il diritto di ogni persona a essere curata e accompagnata, a non vivere la malattia nella solitudine e a poter contare su una rete di assistenza adeguata. Tutti meritano un accompagnamento dignitoso, indipendentemente dalla patologia, dall'età, dalle condizioni sociali o dal territorio in cui vivono. Oggi questo diritto non è ancora garantito in modo uniforme e questo rappresenta un vuoto che le istituzioni hanno il dovere di colmare”.