Avete già sentito parlare di AI-Act, di agenti AI o di ChatGPT-Atlas? Sono parole che riempiono titoli di giornale e post sui social, ma dietro le sigle la sostanza è che l'intelligenza artificiale è diventata uno strumento di lavoro quotidiano, e per il Terzo Settore può fare la differenza.

I nuovi modelli AI aiutano a leggere i propri dati per rendicontare i progetti ma anche per raccontare l'impatto del proprio lavoro... e i dati, nel non profit, non mancano affatto! Tesseramenti soci, donazioni, attività, beneficiari, questionari di monitoraggio, diari di bordo, consegne, report e relazioni: ogni ETS ne produce in continuazione. Il problema è che spesso restano in fogli di calcolo disordinati, moduli cartacei e altre cartelle che nessuno ha il tempo di raccogliere insieme. Il risultato è un patrimonio informativo ad altissimo potenziale ma che resta relegato ed isolato in documenti differenti.

È qui che l'intelligenza artificiale generativa cambia le regole del gioco. Fino a poco tempo fa, per analizzare dei dati servivano competenze statistiche o qualcuno che sapesse programmare. Oggi si può "conversare" con i propri dati: chiedere a uno strumento di ordinare un elenco, individuare i doppioni, confrontare le donazioni di due anni, sintetizzare centinaia di risposte aperte a un questionario, riassumere i report degli ultimi 6 mesi. Nessuna riga di codice, nessuna competenza tecnica.

Queste sono le premesse su cui nasce il percorso "I dati che parlano: analisi dei dati con l'AI per il Terzo Settore". Gli argomenti vengono affrontati uno per volta, passo dopo passo, sempre con esercitazioni su dati di esempio del non profit. Si parte dalle basi: capire cosa sono i dati, cosa può e cosa non può fare l'AI generativa e come muovere i primi passi trattando con attenzione le informazioni sensibili dei beneficiari, nel rispetto del GDPR. Imparerete a raccogliere e organizzare i dati, costruire un foglio Excel, correggere errori, uniformare i formati e categorizzare con l'AI le risposte dei questionari e feedback. Si passa quindi all'analisi vera e propria: confrontare periodi e gruppi, individuare tendenze e anomalie, formulando i giusti prompt e verificandone i risultati. Infine, valuteremo quale forma dare alle nostre analisi: una presentazione, un grafico, un report dinamico, un documento sintetico o l’allegato di un progetto…

Sono quattro incontri online da due ore, dal 19 al 29 ottobre, pensati per fundraiser, comunicatori, responsabili di progetto e direttori di ETS che vogliono iniziare a ragionare sulle informazioni come un valore ad alto potenziale da poter interpretare. Si parte da zero, senza dare nulla per scontato, e si arriva a costruire qualcosa di realmente utile e fin da subito applicabile alla vostra organizzazione. Se ci pensiamo, i numeri di un'organizzazione descrivono già la sua storia, sta a noi imparare a leggerla.

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