“Dobbiamo trovare un bando per finanziare questa attività”. È una frase che capita spesso di sentire quando un ente ha bisogno di nuove risorse. E in molti casi è una ricerca necessaria. Il problema nasce quando il bando diventa il punto di partenza della ricerca di finanziamento, invece che uno degli strumenti attraverso cui realizzare una strategia di sviluppo già definita.
Cercare opportunità non significa, infatti, semplicemente individuare ciò che è disponibile in un determinato momento. Significa prima di tutto capire di quali risorse ha bisogno l’organizzazione, per quali obiettivi e con quale prospettiva temporale.
Dal “cercare bandi” al progettare il proprio sviluppo
Un ente che vuole rafforzarsi nel tempo dovrebbe partire dalle proprie priorità: quali servizi vuole sviluppare? Quali bisogni del territorio vuole affrontare? Quali competenze, persone, strumenti o spazi sono necessari? Quali cambiamenti vuole generare?
Solo a partire da queste domande è possibile individuare le risorse più adatte.
Questo significa superare la logica del “vediamo che bando esce” e costruire una strategia di finanziamento collegata alla strategia dell’organizzazione.
Un bando può essere una risposta, ma non necessariamente l’unica. E soprattutto non sempre è la risposta più adatta.
Diversificare non significa solo trovare più finanziatori
Una strategia sostenibile richiede anche di diversificare le fonti di finanziamento.
Contributi pubblici, fondazioni, imprese, enti filantropici, programmi europei e internazionali, raccolta fondi, partnership e collaborazioni possono rispondere a esigenze differenti e sostenere fasi diverse dello sviluppo di un ente.
Diversificare non significa semplicemente aumentare il numero dei finanziatori. Significa costruire nel tempo un sistema nel quale fonti diverse contribuiscono, con modalità diverse, alla sostenibilità dell’organizzazione.
E questo richiede di conoscere non solo le opportunità disponibili, ma anche le caratteristiche e le aspettative dei diversi interlocutori.
Un finanziatore pubblico, una fondazione, un’impresa o un ente filantropico hanno modalità di accesso, criteri di valutazione, tempi e modalità di relazione molto differenti. Anche per questo non è possibile utilizzare lo stesso approccio per ogni opportunità.
Non tutte le opportunità sono opportunità adatte
Quando si monitora il panorama dei finanziamenti, il rischio è quello di accumulare bandi, newsletter, scadenze e segnalazioni senza riuscire a capire su cosa valga davvero la pena investire tempo e risorse.
La domanda da porsi non dovrebbe essere soltanto “possiamo partecipare?”, ma soprattutto: “questa opportunità è coerente con quello che siamo e con dove vogliamo andare?”
Per rispondere è necessario considerare diversi elementi: la coerenza con la missione, gli obiettivi e le priorità dell’ente, le competenze disponibili, le risorse necessarie per realizzare il progetto, la sostenibilità delle attività oltre il finanziamento e, non ultimo, il rapporto tra investimento richiesto e possibilità concreta di successo.
In altre parole, monitorare non significa raccogliere tutto, ma imparare a selezionare.
Una strategia sostenibile richiede anche relazioni
C’è poi un elemento che spesso rischia di rimanere sullo sfondo: il finanziamento non è fatto soltanto di candidature.
Soprattutto quando si parla di fondazioni, imprese e altri soggetti privati, costruire una relazione nel tempo può essere importante quanto presentare un buon progetto. Conoscere il finanziatore, comprendere le sue priorità, saper raccontare in modo chiaro chi è l’organizzazione e quale valore genera, creare occasioni di confronto e collaborazione: sono tutte attività che richiedono tempo e continuità.
Anche in questo caso, quindi, la strategia viene prima dell’opportunità.
Da dove partire?
Costruire una strategia di finanziamento non significa necessariamente avere da subito un piano complesso. Può significare iniziare da alcune domande essenziali:
1. Quali sono le nostre priorità di sviluppo?
2. Di quali risorse abbiamo realmente bisogno per raggiungerle?
3. Quali fonti di finanziamento sono più coerenti con la nostra organizzazione?
4. Quali opportunità vale la pena monitorare e quali possiamo invece lasciare andare?
5. Quali relazioni possiamo costruire nel tempo con finanziatori e partner?
Rispondere a queste domande permette di trasformare la ricerca fondi da attività reattiva a funzione strategica dell’organizzazione.
È questo il tema al centro del corso Oltre i bandi – Strategie e opportunità di finanziamento per lo sviluppo degli Enti del Terzo Settore in partenza lunedì 2 novembre: imparare a leggere le opportunità, ma soprattutto a costruire un approccio alla ricerca delle risorse che sia coerente con la missione, sostenibile nel tempo e capace di accompagnare lo sviluppo dell’ente.
