Il disagio sociale che cresce tra i più giovani non si può combattere a colpi di sole punizioni e misure repressive. A rilanciare l'allarme è il Forum Terzo Settore per bocca del suo portavoce, Giancarlo Moretti, intervenuto sul disegno di legge in materia di sicurezza, prevenzione del disagio giovanile e ordinamento delle Forze di polizia, attualmente all'esame del Senato dopo il via libera del Consiglio dei Ministri lo scorso luglio.

Secondo Moretti, la strada intrapresa rischia di rivelarsi inefficace: la continuità con cui il Governo sforna provvedimenti sul tema della sicurezza non sta portando ai risultati sperati, proprio perché si continua a puntare quasi esclusivamente sulla risposta punitiva e sul mantenimento dell'ordine pubblico. Di contro, sul fronte della vera prevenzione dell'emarginazione, il testo propone soltanto l'istituzione di una "rete territoriale dell'alleanza educativa per le famiglie", misura ritenuta poco incisiva. A far discutere è anche il mancato rifinanzianamento del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, che rappresenta invece uno degli strumenti più concreti ed efficaci sul campo.

Il nodo centrale resta la crescita delle disuguaglianze e del malessere che colpisce in pieno le nuove generazioni, schiacciate dall'incertezza per il futuro. Citando la "grande questione sociale" richiamata di recente anche dal Presidente Mattarella, il portavoce del Terzo Settore sottolinea come non si possa continuare a ignorare le cause profonde del problema: per offrire risposte reali occorre investire in politiche sociali e culturali, rafforzando il welfare e sostenendo soprattutto i giovani più vulnerabili.

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