Il Senato ha dato il via libera definitivo al DDL Giovani (S. 1953), già approvato dalla Camera lo scorso luglio. Il provvedimento introduce una delega al Governo per semplificare e riordinare la normativa sulle politiche giovanili, toccando da vicino anche la disciplina del Servizio Civile Universale (SCU).
La CNESC (Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile) sospende il giudizio definitivo in attesa dei decreti attuativi. L'associazione sottolinea infatti come i criteri di delega rimangano ampi e generici e lamenta il mancato accoglimento di emendamenti volti a ribadire la natura di difesa civile non armata e nonviolenta dell'istituto.
Finora il percorso legislativo ha coinvolto enti locali, Regioni e alcune rappresentanze giovanili, ma non gli enti di servizio civile e la rappresentanza degli operatori volontari.
"È ora essenziale che il riordino del SCU tenga conto in modo prioritario delle istanze di potenziamento e semplificazione espresse dagli enti e dai giovani", dichiara la presidente CNESC Laura Milani. "Il punto di partenza è tenere dritta la barra sulle finalità dell'istituto: difesa della patria, cultura della pace e impegno civile, alleggerendo i carichi burocratici e rafforzando l'impatto dell'esperienza".
La CNESC auspica quindi che la fase dei decreti delegati diventi un'occasione di effettivo confronto con tutti gli attori che quotidianamente animano il sistema del servizio civile.
